giovedì 3 luglio 2008

FAMIGLIA CRISTIANA...TENDENTE AL BARBARO

Meglio le impronte o le violenze? Il dubbio su cosa voglia intendere l’articolista di Famiglia Cristiana, è legittimo: per questi cristiani le impronte digitali ai bambini Rom è causa di trauma: mentre le violenze familiari e l’addestramento e l’induzione al furto, vanno bene. E a Famiglia Cristiana vanno bene anche le retate dalla polizia che, con i cellulari, vanno a prendere i bambini ROM per portarli a scuola e non comprendiamo perché la polizia non debba fare lo stesso con i bambini delle altre etnie (compresa quella italiana, cioè i nostri figli!). Famiglia Cristiana sembra ignorare il fenomeno di bambini “rubati” e quale migliore sistema delle impronte digitali per un gruppo umano che per storia e abitudini è nomade, non ha fissa dimora? Quando e dove li mandi o li porti a scuola? Quante volte gli stessi bambini ROM sono stati “catturati” e riconsegnati alle famiglie perché minori? I filmati in televisione che mostravano le prodezze dei bambini ROM alla stazione di Milano, non hanno mosso alcun sentimento di umana pietà o di indignazione nei cronisti di Famiglia Cristiana. Qualche anno fa, in semplice transito dall’aeroporto di Newark perché diretto in altro stato,sono stato perquisito e letteralmente messo in mutande e scalzo dalla polizia di frontiera americana: per la sicurezza ogni stato fa quel che può e che, in qualche caso, deve fare. Tra l’altro, proprio quando Famiglia Cristiana “anticipava” la sua indignazione per l’ 'indegno' provvedimento del Ministro Maroni, si veniva a sapere che gruppi di bambini, venivano guidati attraverso i cellulari dai genitori (o comunque adulti) nei furti entro le abitazioni: il tutto condito da minacce di violenze anche sessuali, e Famiglia Cristiana NON si indigna!

E. B.

martedì 1 luglio 2008

Vasto, ARGIRO' (FI/Pdl): INVESTIMENTI A VASTO FATTI DALL'EX GIUNTA DI CENTRODESTRA

"Mauro Febbo è stato un Presidente-lavoratore"

Qui di seguito, un intervento del Consigliere Provinciale di FI/Pdl, Nicola Argirò, di San Salvo.

Sarà forse l'effetto del primo caldo torrido, certo è che anche questa volta il Presidente della Provincia Tommaso Coletti, non ha perso l'occasione per dare i numeri. Gli accade spesso sul Bilancio, stavolta gli è accaduto anche sulle opere pubbliche. Naturalmente i "suoi" numeri tendono a magnificare l'operato di un'Amministrazione di centrosinistra che, al contrario, in quattro anni e passa, ha scontentato tutti, tant'è che la sua Maggioranza non esiste più, nè in Consiglio Provinciale (vedi la fuga di Verdi, Udeur, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori) nè fra gli elettori (vedi i risultati su base provinciale delle ultime elezioni Politiche). Ma con i numeri non si scherza. E allora, rispondiamo al presidente Coletti, che nei cinque anni del governo provinciale guidato da Mauro Febbo, l'Amministrazione ha investito sulla sola Città di Vasto, per viabilità ed edilizia scolastica ,18.593.462,80 euro. Siamo molto lontani, dunque,dai soli 6 milioni di euro di investimenti che lui attribuisce all'Amministrazione di centrodestra, ma siamo distanti anche dai 16 milioni che Coletti dice di aver speso dal primo Luglio del 2004, al 30 Maggio scorso. Fra l'altro vogliamo ricordare a Coletti, e non per vantarcene, che i 16 milioni di cui parla, sono in buona parte riferibili ad opere avviate dall'Amministrazione che lo ha preceduto (vedi Istituto d'Arte) e non potrebbe essere altrimenti visto che la sua Amministrazione, al momento dell'insediamento, è stata travolta di liti furibonde sulla formazione della Giunta, liti durate mesi e che per mesi, hanno paralizzato anche l'attività amministrativa e dunque anche gli investimenti di cui almeno per il primo anno di amministrazione Coletti, non v'è traccia. I "nostri" investimenti, sempre per restare aderenti ai numeri reali e non fittizi, ma soprattutto ai fatti, si riferiscono solo agli appalti aggiudicati dall'Amministrazione di centrodestra e, se vuole, gliene possiamo fornire una lista dettagliata. A ciò bisogna doverosamente aggiungere altri significativi interventi ed ulteriori investimenti che la Giunta Febbo ha attuato sulla città Vasto: l'apertura di un modernissimo Centro per l'Impiego, l'apertura di un altrettanto efficiente Sede decentrata, la manifestazione Jobland che per tre giorni è stata dedicata alla formazione, al lavoro e all'orientamento dei giovani nel mondo del lavoro, le iniziative di promozione turistica e dei prodotti tipici, i concerti, le mostre. Credo che tutto ciò possa bastare, che non ci sia altro da aggiungere. La città di Vasto, dal centrodestra ha avuto molto, come altre realtà territoriali. Sotto l'Amministrazione Febbo, non sono stati privilegiati alcuni territori a scapito di altri. Coletti ha fatto esattamente il contrario:e alla fine neppure i suoi concittadini lo hanno voluto come Sindaco. Bocciato due volte!

domenica 29 giugno 2008

Provincia, FEBBO (AN/Pdl): "BUCO DI EUROBASKET:LA VERITA' SALTA FUORI !"

"15 milioni di euro di debiti solo per il campionato europeo di Basket. Una politica economica fallimentare!"

"Il centrosinistra finalmente lo ha ammesso: sugli Europei femminili di basket, grava il peso di un buco colossale": lo afferma il Presidente Provinciale di AN/Pdl, Mauro Febbo (nella foto). "La verità sul deficit, da noi più volte denunciata – spiega Febbo – è emersa quest’oggi con l’emendamento approvato in Consiglio Regionale che ha stanziato 5 milioni di euro per coprire parte del debito derivante dalla pessima gestione dell’evento sportivo". Prosegue l’esponente di AN/Pdl: "Questa è la risposta a chi ci ha accusato di fare del catastrofismo e, in spregio ad ogni regola di trasparenza, ci ha negato la possibilità di prendere visione degli atti con i quali volevamo dimostrare i numerosi pagamenti ancora inevasi. Adesso attendiamo che l’Amministrazione Provinciale, in un sussulto di dignità, riconosca i propri errori – il Presidente Provinciale di AN/Pdl e Capogruppo dello stesso Partito in Consiglio Provinciale – e spieghi come intende far fronte alla parte residua del debito che ricordiamo, secondo i bilanci del Comitato organizzatore, ammonta ad altri 10 milioni di euro, oltre ad interessi e spese legali; inevitabili, visto che i fornitori aspettano di essere pagati da oltre un anno".

Governo, MATTEOLI (AN/Pdl) : ENTRO IL 2011 DAREMO UNA CASA A CHI NON PUO' AVERLA

Ministro, la legislatura è iniziata da poco, cosa si augura di riuscire a fare?
«Il punto che mi sta più a cuore è sicuramente quello di veder ripartire le opere infrastrutturali nel nostro Paese perché sono indispensabili per lo sviluppo. La crisi economica ha colpito tutti i Paesi, ma l'Italia ha due problemi in più da risolvere: il peso del proprio debito pubblico e il ritardo nella realizzazione di grandi opere. Questo non ci rende competitivi».

Perché?
«Il nostro sistema è in gran parte costituito da piccole e medie imprese che devono reperire materie prime, finire il prodotto e consegnarlo. È chiaro che, in questo processo, il costo del trasporto ha un'incidenza notevole. Ma anche l'industria del turismo ha bisogno di infrastrutture efficienti. Oggi si va in vacanza per pochi giorni e non si possono impiegare tempi biblici per gli spostamenti».

Potrebbe indicare alcune opere che considera prioritarie?
«Sicuramente finire l'Alta Velocità. Poi ci sono le autostrade che mancano sia al Nord che al Sud. Una cosa che ci sta particolarmente a cuore, visto che stiamo parlando di ritardi ultratrentennali, è l'autostrada Cecina-Civitavecchia. È una vergogna non sia stata ancora realizzata. Anche perché, in questo modo, si penalizza oltremodo l'economia del Lazio. Pensi che dal porto di Livorno parte solo l'1% dei prodotti destinati al mercato laziale e questo perché non esiste un collegamento diretto».

Come intendete intervenire?
«Per quanto riguarda il progetto relativo alla competenza Toscana c'è già un accordo tra l'allora ministro Lunardi e il governatore Martini e non ho intenzione di rimetterlo in discussione. Per il Lazio, invece, ho recentemente incontrato il presidente Marrazzo che si è detto disponibile a presentare quanto prima un progetto».

A quando la posa della prima pietra?
«Ricordo che nel 1970 quando fui eletto Consigliere Comunale a Livorno uno dei primi atti che feci fu un ordine del giorno a favore dell'autostrada Cecina-Civitavecchia. Sono passati 38 anni. Oggi posso dire che, se Marrazzo rispetterà gli impegni presi, poseremo la prima pietra entro la fine del 2009».

Sciolto anche il «nodo Capalbio»?
«Lo abbiamo sciolto con l'accordo Lunardi-Martini e non intendo tornare indietro anche perché a quel tempo, come ministro dell'Ambiente, feci da mediatore tra le esigenze del governo nazionale e quelle degli enti locali».

Tornando al Lazio ci sono quattro opere che attendono di essere completate: la Roma-Latina-Cisterna-Valmontone, le complanari della A24, il raddoppio della Salaria, la Orte-Civitavecchia. Il suo predecessore ha firmato dei protocolli con la Regione Lazio. Vi impegnate a mantenere gli stanziamenti?
«Anzitutto vorrei sottolineare che, quando si parla del completamento Cecina-Civitavecchia, si intende fino a Formia. Poi dobbiamo sciogliere il nodo Orte perché Viterbo è tagliata fuori. Certo, dobbiamo fare i conti con le risorse».

Passiamo all'Alta Velocità. Dopo due anni di blocco potrete finalmente rimettere mano alla Torino-Lione.
«Anzitutto è bene precisare che il tratto di cui stiamo parlando è lungo circa 50 chilometri e, solo per dieci, interessa il nostro Paese. Comunque non è vero che siamo stati fermi. Quando, durante il precedente governo Berlusconi, esplose la protesta delle comunità locali, la nostra decisione fu quella di istituire un osservatorio tecnico presieduto dall'architetto Mario Virano che fu confermato anche da Romano Prodi. Contestualmente però, ed è questo che ha rallentato i lavori, l'esecutivo di centrosinistra decise di togliere l'opera dalla legge Obiettivo. Così siamo tornati alla conferenza dei servizi. In ogni caso, in questi anni, l'osservatorio ha lavorato e si è riunito circa 70 volte».

Quali sono i risultati di questo lavoro?
«Recentemente mi hanno chiesto di presiedere una seduta. Io ho accettato a patto di poter incontrare, subito dopo, i sindaci della zona. Ebbene, posso dirvi che ad oggi, i sindaci aprioristicamente contrari all'opera sono solo quattro. Tutti di Rifondazione comunista. Comunque lunedì 30 giugno i tecnici finiranno il lavoro e, proprio per questo, ieri si sono riuniti in "conclave" per stilare un progetto che contenga le modifiche necessarie. Da quel momento in poi comincerà la seconda fase che ci porterà alla realizzazione dell'opera. Un'opera che si deve assolutamente fare».

Anche qui la domanda è d'obbligo: termine dei lavori previsto?
«Servono dai 15 ai 20 anni. Per questo credo che possiamo prenderci 6 mesi di tempo in più per trovare un accordo che soddisfi tutti».
Recentemente lei ha parlato di una legge obiettivo per il piano casa. Può spiegarci tempi e modi?
«Io credo che, per evitare lungaggini, si possano riprendere alcuni meccanismi della legge obiettivo. In ogni caso vorrei sottolineare che il piano casa inserito dal governo nel Dpef è molto ambizioso. Credo che solo Fanfani, prima di noi, abbia fatto qualcosa di simile. È la prima volta che il problema viene affrontato in maniera strutturale. Il piano partirà subito. Ho già nominato un sottosegretario che si occuperà solo di questo. Ogni Regione dovrà assegnare delle aree da adibire alla costruzione delle abitazioni e poi farà le graduatorie».

Insomma, si procede spediti?
«Da sindaco di una cittadina di 15.000 abitanti mi sono trovato ad affrontare molti problemi di questo tipo. Le assicuro che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che vivono in 35 metri quadri e questo accade in un comune, come quello di Orbetello, che viene solitamente considerato ricco. È un problema serio che va affrontato subito. Ho già ricevuto la disponibilità di diversi privati».

Possiamo dire che, entro la fine della legislatura, avrete consegnato le chiavi di casa a qualche inquilino?
«Assolutamente sì anche perché, se così non fosse, avremo fallito».

Come farete con quei comuni, come Roma, che hanno poche aree a disposizione: procederete con gli espropri?

«Fin quando è possibile è sempre meglio evitare gli espropri perché significa dare il via a un processo fatto di ricorsi al Tar e proteste che, spesso, blocca i lavori per anni. Il punto è che ci sono Comuni che, pur avendo aree disponibili, preferiscono affidarle ai privati. Per questo credo che occorra fare una ricognizione completa».

A proposito di velocità. Oggi, per fare una strada, servono 18 autorizzazioni. Crede sia necessaria una nuova legge Urbanistica?
«Da anni parliamo di snellire le procedure. Molti sono convinti che questo coinciderebbe con una diminuzione dei controlli, ma non è così. Aumentiamoli pure i controlli, ma snelliamo le procedure. È indubbio, ad esempio, che il meccanismo della conferenza dei servizi fa perdere un sacco di tempo. La nostra priorità è semplificare. Non è un caso che sia stato istituito un dicastero ad hoc».

I privati sono molti interessati al piano casa, ma è così anche per le grandi opere?
«Partiamo da un assunto: nelle casse dello Stato non ci sono soldi sufficienti per realizzare le grandi opere. I privati sono molto interessati al settore ma, in cambio, chiedono allo Stato date e regole certe. La politica deve dare queste risposte. E io credo che noi possiamo farlo perché davanti abbiamo un'intera legislatura. In ogni modo vorrei ricordare che non esiste Stato in Europa capace di realizzare grandi infrastrutture con i propri soldi».

In ogni caso il Ponte sullo Stretto rimane una priorità?
«Il governo Prodi aveva accantonato l'opera e, proprio per questo, la società incaricata della costruzione rischiava di chiudere. Il mio primo atto da ministro è stato quello di inviare una lettera ai vertici dell'azienda a cui ho ribadito il carattere prioritario del Ponte. Tra l'altro, dopo la sua nomina, ho incontrato il commissario europeo Tajani che ha la delega ai Trasporti e con il quale ho parlato dei fondi che dovrebbero arrivare dall'Europa. È tutto in itinere, ma credo che entro la fine della legislatura avremo posto la prima pietra. Altrimenti vorrà dire che abbiamo fallito».

Dossier Alitalia. Ci sono novità?
«Confesso che faccio un pò di difficoltà a parlarne perché la situazione è molto delicata. Ho parlato con il dottor Passera che sta lavorando e mi ha detto che, tra 10 giorni, ci relazionerà sullo stato degli accordi raggiunti. So che ci sono diversi sono privati interessati all'operazione. Non ho parlato invece con Tremonti ma, leggendo le sue dichiarazioni, mi sembra che abbia dato speranza per una soluzione positiva della vicenda. Dalle sue parole, inoltre, ho l'impressione che il piano Ermolli sia decaduto. In ogni caso l'obiettivo del governo resta quello di dare un progetto industriale ad Alitalia. Non ci interessano piani finanziari».

Cosa può dirci invece su Ferrovie dello Stato. Il bubbone è pronto a scoppiare?
«Lo stato dell'arte è che ci sono alcune linee ampiamente attive e altre no. Detto questo sappiamo che c'è un aspetto sociale che non possiamo ignorare e che quello ferroviario è un servizio che va garantito. In ogni caso vorrei raccontarle un aneddoto. Quando ho incontrato Moretti mi ha detto che c'era una linea ferroviaria da Reggio Calabria a Bari dove, su una capienza potenziale di 600 passeggeri, ne viaggiavano in media 32 e ci costavano complessivamente 3 milioni di euro. Gli ho detto di chiudere immediatamente il collegamento. Certo la stessa cosa non può avvenire per quelle tratte che, pur in rimessa, sono fondamentali per i pendolari. In ogni caso credo che due cose vadano fatte subito: internazionalizzare le nostre ferrovie e prevedere un solo macchinista per treno. Non esistono paesi in Europa in cui ci siano 2 macchinisti. Ma per fare questo, ovviamente, serve un confronto con i sindacati».

Lei ha appena siglato un accordo che ha scongiurato lo sciopero dei Tir. Non è che i costi di questa intesa ricadranno sugli utenti finali?
«L'accordo prevede aspetti normativi e aspetti economici. Abbiamo sbloccato risorse già previste per l'autotrasporto e, contemporaneamente, ci siamo impegnati a reperirne altre. I rappresentanti degli autotrasportatori hanno firmato, me lo hanno detto chiaramente, perché hanno fiducia nel fatto che manterrò le promesse fatte. E questo mi fa sentire maggiormente responsabile».

Lei è stato sempre un fautore del dialogo, anche con i magistrati. Come vive questo momento di scontro?
«Io non ho mai fatto dichiarazioni sui magistrati perché rispetto il loro lavoro. Ma certo non posso fare a meno di notare che ce ne sono alcuni che lavorano nella aule dei tribunali e parlano attraverso le sentenze, mentre altri preferiscono parlare e fare processi in televisione. Allo stesso modo mi trovo costretto a sottolineare un certo accanimento nei confronti del presidente Berlusconi. Noi tutti ricordiamo cosa accadde nel 1994: che bisogno c'era di inviare un avviso di garanzia a mezzo stampa colpendo non solo la persona, ma l'immagine di un intero Paese? È evidente che ci sono delle anomalie. Così come trovo anomalo che il Csm esprima il proprio parere senza aspettare che il Parlamento si pronunci. Non era la Corte Costituzionale che doveva esprimere giudizi sulla conformità delle leggi?»

Come vede il percorso de Il Popolo della libertà?
«Io sono sempre stato un tifoso del partito unico. Ricordo che, quando con Fini andammo a siglare l'accordo per la lista unica, sentii che si realizzava qualcosa di più di una semplice lista elettorale. Oggi, nonostante coloro che sostenevano che la legge elettorale favoriva la frammentazione, abbiamo un sistema politico semplificato. Certo, nel centrodestra forse siamo stati meno bravi del Pd perché non abbiamo ancora fatto il partito unico, ma è una delle priorità. Tanto che presto comincerà il lavoro della commissione incaricata di stilare lo statuto e poi ci saranno i congressi. Io spero di arrivare alle elezioni europee con un partito unico».

E spera anche di recuperare Storace?
«Tutti sanno che io, fino all'ultimo, ho cercato di convincere Storace a non andarsene perché pensavo che Francesco potesse dare vita ad una propria corrente. Io non pongo mai veti sulle persone e quindi è chiaro che, se qualcuno vuole condividere idee e programmi del partito unico, è il benvenuto. Questo vale anche per l'Udc».

Il suo predecessore Di Pietro è, oggi, il più convinto oppositore del governo. Che eredità le ha lasciato?
«Di Pietro deve agitarsi, talvolta anche in maniera scomposta, per guadagnare spazi e non scomparire. Quanto all'eredità ricevuta devo dire che, in molti casi, il mio predecessore è stato costretto a bloccare una serie di opere per i veti di parte della sua maggioranza. L'elenco è abbastanza lungo ma il fatto che Di Pietro abbia condiviso l'impianto della legge obiettivo mi fa dire che ha condiviso anche il nostro progetto di realizzare infrastrutture nel Paese».

Spiaggi di Punta Penna e Mottagrossa: I BAGNANTI LAMENTANO LA SPORCIZIA

“Non è delle più pulite, anzi, la Spiaggia di Punta Penna, a due passi dalla Riserva naturale di Punta D’Erce”.E’ la lamentela che più si sente in questi giorni di caldo torrido a Vasto, allorquando, chi può, preferisce stare al mare a refrigerarsi.
Ma quando si esce dall’acqua per distendersi al sole, ecco che bisogna scansare la sporcizia presente sulla sabbia. Buste e bottiglie di plastica, cassette di polistirolo, cotton fioc e quant’altro il mare, durante la stagione invernale, con le mareggiate, ha riversato sulla spiaggia.
“Quest’anno, evidentemente, il Comune di Vasto, non ha provveduto alla pulizia di quest’area, e né probabilmente è partito il progetto che ogni anno vede impegnati i carcerati della vicina casa Circondariale di Torre Sinello, con guanti e bustoni” – ha aggiunto un assiduo frequentatore di quel posto che si chiede: “Ma la società che gestisce i box in quell’area, non ha anche il compito di tenere pulita la spiaggia? Visto che viene anche pagata?”
Non è certo un bel biglietto da visita per una Città come Vasto, in cui la stagione balneare è cominciata, e dovrebbero arrivare i turisti. Speriamo un po’ di più dell’anno scorso…

Marco di Michele Marisi

sabato 28 giugno 2008

Sicurezza,MANTOVANO (AN:Pdl): LA PROPOSTA DI MARONI SUL CENSIMENTO DEI BIMBI ROM, E' DI BUON SESìNSO

"E' singolare l'enfasi che si adopera per criticare proposte di buon senso, prescindendo dal loro esatto contenuto. Avere certezza dell'identità di un minore con strumenti che non lascino dubbi, è una misura in favore del minore medesimo; il quale, al di là se sia cittadino italiano o straniero, in tal modo può essere rintracciato o identificato con minori ostacoli. Una vera e propria necessità di dati personali certi si ha poi per i minori maggiormente soggetti a sfruttamento o ad accattonaggio: l'elenco dei minorenni scomparsi dovrebbe convincere in tal senso. Perchè tutto questo dovrebbe essere, come dice l'on. Minniti, "odiosa discriminazione"? E se, come aggiunge lo stesso Minniti, bisogna partire dal rispetto dell'obbligo scolastico, invece di spiegare che cosa non dovrebbe fare l'attuale Governo, può dire che cosa ha fatto il Governo precedente in questa direzione?". E' quanto dichiara il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano (nella foto), in merito alla proposta del Ministro Maroni, di prendere le impronte digitiali anche ai minori nomadi.

Via S. Sisto. “VOGLIAMO UNA ROTONDA E PIU’ MANUTENZIONE”

“L’Amministrazione Comunale ci ha abbandonati e, nonostante i vari incontri e promesse, qui nulla è cambiato”. E’ lo sfogo di Vito Pitagora, residente di Via S. Sisto, traversa all’inizio dell’Incoronata, che si è reso promotore anche di una raccolta firme.L’oggetto della petizione, è principalmente la richiesta di costruzione di una rotonda, oppure l’installazione di un semaforo all’incrocio tra Via S. Sisto,Circonvallazione Istoniense, Via S. Buono ed una nuova strada sorta in occasione della costruzione recente di alcune palazzine.Questa zona – ha dichiarato Vito Pitagora – è diventata trafficata con la costruzione di nuove abitazioni, e, quindi, con l’incremento del numero di famiglie e – prosegue – accedere alle varie traverse, diventa sempre più pericoloso.Ha ragione il Signor Pitagora, perché abbiamo provato a mettersi nei suoi panni. Ed ha ragione anche nel momento in cui denuncia l’incuria della zona, invasa da erbacce che arrivano sin sull’asfalto e, addirittura, pali della luce che sono rimasti ancora al centro della strada, dopo l’allargamento di una parte della carreggiata.Per non parlare – prosegue lo stesso – dei disagi che stiamo vivendo con l’Enel, la quale non alza la tensione ,e, ogni tanto, a causa degli sbalzi, si fulminano televisori, decoder e quant’altro.A breve, Vito Pitagora presenterà questa raccolta di firme, sperando che si ponga rimedio al più presto ai problemi elencati. Noi, intanto, abbiamo voluto rendere pubblica questa spiacevole situazione.

Marco di Michele Marisi

mercoledì 25 giugno 2008

Provincia, CON I PRIMI CALDI, LA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA SI SCIOGLIE...

Con i primi caldi, la maggioranza di centrosinistra che governa la Provincia di Chieti, comincia a sciogliersi, rendendo più evidenti le proprie contraddizioni. Oggi, in Consiglio Provinciale, per l'ennesima volta, dinanzi ad argomenti importanti come la variante che interessa la Centrale Turbogas di Gissi, la maggioranza guidata dal presidente Coletti, non solo non è stata in grado di garantire il numero legale, ma è finita di nuovo a pezzi. Al punto che, trovati i voti necessari per approvare la delibera, non ha avuto quelli indispensabili per garantire la immediata esecutività della delibera. Tutto ciò, nonostante l'appoggio dei due Consiglieri dell'Udeur, che a parole si sono chiamati fori dal governo di centrosinistra, ma nei fatti, lo sostengono in una ormai lenta agonia. Sulla delibera riguardante la Centrale Turbogas, inoltre, il Consigliere di Rifondazione Comunista, che aveva chiesto il ritiro della delibera, non ha partecipato al voto, mentre quello dell'Italia dei Valori, si è astenuto, entrambi in evidente polemica con la coalizione di centrosinistra. Una ulteriore figuraccia, la maggioranza l'ha poi rimediata quando è stata costretta a ritirare il provvedimento di variazione di bilancio per 13 milioni di euro. Sulla variazione, infatti, pende ancora il parere sfavorevole del Collegio dei Revisori dei conti che, per l'ennesima volta in quattro anni di amministrazione, ha censurato la gestione contabile e finanaziaria della Provincia. E così, nonostante la sbandierata approvazione del Bilancio di previsione entro Dicembre dell'anno scorso, il territorio continuerà a scontare per mesi l'assenza di investimenti in settori strategici. Ma non basta: la maggioranza, è stata costretta a ritirare anche il provvedimento sul Campus dell'Innovazione Automotive e Metalmeccanico in Val di Sangro. Tutto ciò, dopo la lettura di ben otto emendamenti, presentati dal Capogruppo di AN/Pdl Mauro Febbo (nella foto), e condivisi da Rifondazione Comunista e dal presidente della commissione statuto.

Servizio dentistico ASL, HAI UN PROBLEMA DI DENTI? NE RIPARLIAMO TRA SETTE MESI...

"Esattamente sette sono i mesi di attesa per usufruire di un intervento dentistico presso il servizio della ASL inaugurato qualche mese fa in pompa magna. E’ mai possibile? Se qualcuno ha una carie, fa in tempo a cadere il dente!”.E’ lo sfogo di una signora, C.R.G. di Vasto, che ci ha voluto raccontare la sua esperienza.“Il 3 Marzo – ha detto la signora – sono andata a prenotare una visita presso il sevizio dentistico della ASL di Lanciano-Vasto, e mi hanno dato appuntamento per il 18 Giugno. Allora –prosegue – il 18 Giugno mi sono presentata con ticket regolarmente pagato e, dopo una veloce visita, il dentista mi ha detto che per intervenire, sarei dovuta tornare ad Ottobre. Così, sconsolata, sono andata via e mi sono dovuta rivolgere, per forza di cose, ad uno studio privato”.Non è certamente una bella vicenda, quella che ci ha raccontato la signora C.R.G. E, certamente, se è accaduto a lei, sarà accaduto anche a tante altre persone che però, magari, non sapendo a chi rivolgersi per denunciare il fatto, hanno taciuto. Una vicenda, questa, che di sicuro non fa onore alla ASL Lanciano-Vasto.

Marco di Michele Marisi

Sicurezza, RONCHI (AN/Pdl): AVANTI SU REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

"Sono perfettamente d'accordo con il Ministro Maroni sulla necessità di mantenere nel pacchetto sicurezza, il reato di immigrazione clandestina". Lo afferma il Ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi (nella foto). "Si tratta - aggiunge - di una vecchia battaglia di Alleanza Nazionale, alla quale non abbiamo rinunciato;ma soprattutto di uno strumento attraverso cui rendere efficaci ed immediate le espulsioni. Inoltre non bisogna sottovalutare l'effetto deterrente che l'introduzione del reato avrebbe sui flussi migratori, contribuendo a cambiare la percezione esterna e l'immagine di un Paese che da troppo tempo rappresenta il ventre molle della lotta all'immigrazione clandestina".

Via Marchese Guevara: REGNA L'INCURIA !

Continuano ad imperversare nel completo stato di abbandono, alcune vie cittadine, tra cui, Via Marchese Guevara, una stradina quasi di fronte il nosocomio vastese. Le segnalazioni ci giungono da alcuni cittadini di quella zona, indignati per lo stato in cui versano i marciapiedi e la stessa strada. Si pregano i gentili “signori” dell’Amministrazione Lapenna, di provvedere a sistemare quanto sollecitato.

Marco di Michele Marisi