VASTO – Sarà a Vasto Domenica 24 alle ore 11:00 presso l’Hotel Europa alla Marina, il Ministro della Gioventù On. Giorgia Meloni (Pdl). Il Ministro terrà un pubblico incontro con la cittadinanza che è invitata a partecipare.Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica e giornalista italiana, Ministro della Gioventù e presidente di Azione Giovani.
Di origini sarde, è nata e cresciuta nel popolare quartiere della Garbatella a Roma. È giornalista professionista. Inizia il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione dell’allora ministro Iervolino. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal ministero della Pubblica Istruzione. In tale veste è autrice della proposta per l'apertura pomeridiana delle scuole finalizzata allo svolgimento di attività extra-curricolari, poi accolta dal ministro Berlinguer (DPR 567), della proposta di legge per il comodato gratuito dei libri di testo, nonché artefice della campagna nazionale contro la faziosità dei libri di testo scolastici. Nel 1998 viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002. Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato di reggenza nazionale di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo.
Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è uno dei vicepresidenti della Camera dei deputati: la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana.
Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura diventa, a soli 31 anni, Ministro della Gioventù del Governo Berlusconi IV, e mantiene la presidenza di Azione Giovani.
Nell'agosto 2008, in occasione della cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino, la Meloni ha invitato gli atleti azzurri a boicottare la cerimonia o quantomeno a manifestare in qualche maniera il proprio dissenso verso le dure repressioni del governo cinese nei confronti del popolo tibetano. Invito tuttavia non condiviso dal premier Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino.Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino non ha appoggiato la posizione della Meloni. C'è stato in particolare un botta e risposta col pugile Clemente Russo, il quale, riferendosi alla ministro, ha dichiarato: «Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti. Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, tanto valeva boicottare i Giochi. Ma lei diserterebbe l'occasione della vita?». La ministro ha risposto a Clemente Russo in una lettera nella quale sostiene di non aver mai chiesto di non gareggiare, ma solo un gesto di solidarietà. Alla fine delle Olimpiadi comunque Russo ha dedicato la sua medaglia d'argento ai «cinesi che soffrono» e ha dichiarato: «Abbraccerò e ringrazierò la ministro Meloni perché mi ha fatto l'in bocca al lupo prima dell'inizio dei Giochi e mi ha portato fortuna: mi aveva predetto una medaglia e l'ho vinta».
Il 31 agosto 2008, intervistata sul problema del consumo di droga tra i giovani, Meloni ha affermato che esiste in proposito una vera e propria emergenza. E ha dichiarato che «è vitale far capire ai ragazzi che chi si impasticca dalla mattina alla sera non è un vincente, ma un mezzo fallito. Il vero ribelle è chi non si droga».
Nel gennaio 2009, in visita nella Repubblica Ceca per commemorare la morte del giovane studente di Praga Jan Palach che nel 1969 si diede fuoco per protestare contro l'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'Unione Sovietica, Giorgia Meloni ha presentato un progetto bilaterale italo-ceco rivolto a giovani artisti europei dedicato alla sua figura. Ha quindi dichiarato in proposito: «Il messaggio che Jan Palach lascia ai giovani d'Europa è un esempio di grande amore verso la propria terra e contemporaneamente di ricerca disperata di libertà, perché senza libertà non vale la pena per una vita di essere vissuta»; e ha definito lo studente di Praga «forse il più giovane tra i padri dell'Europa, per questo è importante che i giovani italiani e d'Europa lo conoscano» per rafforzare il loro senso di identità e appartenenza alla comunità europea.

In realtà non ha alcuna importanza rispondere: in ogni caso, se veramente crede in quello che dice, mostra di non aver compreso quale e quanto grave è il problema dell’immigrazione clandestina: mostra di non aver capito che il problema è esclusivamente italiano dato che Spagna, Grecia e soprattutto Malta, attuano politiche di “accoglienza” decisamente più ostili e repressive: mostra di non aver compreso che l’ONU non solo è incapace di fermare le guerre, non solo è incapace di fermare le stragi razziali, non solo è incapace di fermare le discriminazioni religiose, ma è anche incapace di difendere l’unica nazione che ha subito letteralmente un’invasione da parte dei diseredati del mondo. Invasione già difficile da sostenere in tempi di economia fiorente ma decisamente impossibile accettare in tempi di profonda crisi economica. Mi chiedo se questo signore (e con lui tutta questa banda di buonisti della domenica – forse) ha capito che se si va in un posto senza soldi, senza arte né parte, allo sbando, non si sia costretti a delinquere; per un difensore della legalità, quale si autodefinisce, mostra e dimostra di averne una concezione per lo meno approssimativa e del tutto personale. Tornando alla domanda iniziale: se “ci fa” è un imbroglione, se “ci è” peccato per chi gli crede!

In questi giorni assistiamo ad una delle pagine più vergognose della cosiddetta dittatura dell’informazione in Italia. Un Presidente del Consiglio accusato di deriva fascista da una serie di nani politici quali Franceschini e Di Pietro, che possono parlare liberamente dicendo quello che a loro pare in video e su carta. I repressi e censurati, alla Gad Lernern e Santoro, possono fare trasmissioni in cui l’attacco al Presidente del Consiglio non è più sul piano politico ma essenzialmente su quello personale. Sempre per confermare la deriva fascista, autoritaria e censoria presente in Italia, si attacca il machismo di Berlusconi facendo a pezzi una ragazzina di 18 anni: complici in questi agguati personaggi alla Emma Bonino che deve la sua fortuna politica alla nomina europea fatta da quel macho di Berlusconi. Senza contare che in Parlamento siedono o hanno svernato personaggi come Ilona Staller, Luxuria, lo stesso Santoro in Europa, D’Elia, Caruso Agnoletto che non saranno delle veline ma non sono certo l’immagine della moderazione. E vogliamo dimenticare il D’Alema che lanciava le molotov prima di diventare deputato? E quanti altri in questa Italietta pruriginosa che, incapace di dare una risposta ai bisogni della gente non trova di meglio che attaccare sul piano personale, andando a scrutare in camera da letto, e, considerati i personaggi, forse anche in bagno. Tutto questo nel Paese in cui l’informazione, tutta, è in mano ad un despota. Cretini? Idioti? Non saprei quale epiteto attribuire ai censori di casa nostra, a questa prefiche della libertà e della moralità uccise: io non saprei, ma gli elettori hanno, evidentemente, già risposto.
