giovedì 21 maggio 2009

Vasto, DOMENICA 24, ORE 11:00 IL MINISTRO DELLA GIOVENTU' ON. GIORGIA MELONI A VASTO

VASTO – Sarà a Vasto Domenica 24 alle ore 11:00 presso l’Hotel Europa alla Marina, il Ministro della Gioventù On. Giorgia Meloni (Pdl). Il Ministro terrà un pubblico incontro con la cittadinanza che è invitata a partecipare.

Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica e giornalista italiana, Ministro della Gioventù e presidente di Azione Giovani.
Di origini sarde, è nata e cresciuta nel popolare quartiere della Garbatella a Roma. È giornalista professionista. Inizia il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione dell’allora ministro Iervolino. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal ministero della Pubblica Istruzione. In tale veste è autrice della proposta per l'apertura pomeridiana delle scuole finalizzata allo svolgimento di attività extra-curricolari, poi accolta dal ministro Berlinguer (DPR 567), della proposta di legge per il comodato gratuito dei libri di testo, nonché artefice della campagna nazionale contro la faziosità dei libri di testo scolastici. Nel 1998 viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002. Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato di reggenza nazionale di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo.
Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è uno dei vicepresidenti della Camera dei deputati: la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana.
Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura diventa, a soli 31 anni, Ministro della Gioventù del Governo Berlusconi IV, e mantiene la presidenza di Azione Giovani.
Nell'agosto 2008, in occasione della cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino, la Meloni ha invitato gli atleti azzurri a boicottare la cerimonia o quantomeno a manifestare in qualche maniera il proprio dissenso verso le dure repressioni del governo cinese nei confronti del popolo tibetano. Invito tuttavia non condiviso dal premier Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino.Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino non ha appoggiato la posizione della Meloni. C'è stato in particolare un botta e risposta col pugile Clemente Russo, il quale, riferendosi alla ministro, ha dichiarato: «Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti. Non vedo perché disertare la cerimonia di apertura, tanto valeva boicottare i Giochi. Ma lei diserterebbe l'occasione della vita?». La ministro ha risposto a Clemente Russo in una lettera nella quale sostiene di non aver mai chiesto di non gareggiare, ma solo un gesto di solidarietà. Alla fine delle Olimpiadi comunque Russo ha dedicato la sua medaglia d'argento ai «cinesi che soffrono» e ha dichiarato: «Abbraccerò e ringrazierò la ministro Meloni perché mi ha fatto l'in bocca al lupo prima dell'inizio dei Giochi e mi ha portato fortuna: mi aveva predetto una medaglia e l'ho vinta».
Il 31 agosto 2008, intervistata sul problema del consumo di droga tra i giovani, Meloni ha affermato che esiste in proposito una vera e propria emergenza. E ha dichiarato che «è vitale far capire ai ragazzi che chi si impasticca dalla mattina alla sera non è un vincente, ma un mezzo fallito. Il vero ribelle è chi non si droga».
Nel gennaio 2009, in visita nella Repubblica Ceca per commemorare la morte del giovane studente di Praga Jan Palach che nel 1969 si diede fuoco per protestare contro l'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'Unione Sovietica, Giorgia Meloni ha presentato un progetto bilaterale italo-ceco rivolto a giovani artisti europei dedicato alla sua figura. Ha quindi dichiarato in proposito: «Il messaggio che Jan Palach lascia ai giovani d'Europa è un esempio di grande amore verso la propria terra e contemporaneamente di ricerca disperata di libertà, perché senza libertà non vale la pena per una vita di essere vissuta»; e ha definito lo studente di Praga «forse il più giovane tra i padri dell'Europa, per questo è importante che i giovani italiani e d'Europa lo conoscano» per rafforzare il loro senso di identità e appartenenza alla comunità europea.

lunedì 18 maggio 2009

CASSONETTI ADDIO

Fine di un’epoca?


Qualche mattina fa, uscendo di casa, una dolorosa sorpresa per me e per tanti altri residenti di via Madonna dell’Asilo: una scritta bianca su fondo azzurro, lo stemma del comune, NON MI USERETE PIU’ DAL 11 MAGGIO 2009 SERA. Senza neanche un testamento, senza neanche un erede, con fredde, mortali parole di addio; non un’emozione, fredda scritta per un cassonetto che ha dato tanto, a tutti noi, pronto a ricevere tutti i nostri … rifiuti, ciò che non ci andava più, muta, senza mai protestare, sollevata, sballottata, spostata, riempita fino all’orlo e, a volte, oltre. Addio amico cassonetto: non so dove andrai, se avrai diritto ad un pensione, se troverai altri amici che ti saranno vicino come noi lo siamo stati, col caldo, col freddo, di giorno, di notte, sempre. Un abbraccio da Evelina, Elio, Maria Pia, Giovanni, Maria Grazia, Ettore, Riccardo, Lorena, Francesco, e tutti i nostri vicini.

Elio Bitritto

DI PIETRO E GLI IMMIGRATI

Ci fa o ci è?

In realtà non ha alcuna importanza rispondere: in ogni caso, se veramente crede in quello che dice, mostra di non aver compreso quale e quanto grave è il problema dell’immigrazione clandestina: mostra di non aver capito che il problema è esclusivamente italiano dato che Spagna, Grecia e soprattutto Malta, attuano politiche di “accoglienza” decisamente più ostili e repressive: mostra di non aver compreso che l’ONU non solo è incapace di fermare le guerre, non solo è incapace di fermare le stragi razziali, non solo è incapace di fermare le discriminazioni religiose, ma è anche incapace di difendere l’unica nazione che ha subito letteralmente un’invasione da parte dei diseredati del mondo. Invasione già difficile da sostenere in tempi di economia fiorente ma decisamente impossibile accettare in tempi di profonda crisi economica. Mi chiedo se questo signore (e con lui tutta questa banda di buonisti della domenica – forse) ha capito che se si va in un posto senza soldi, senza arte né parte, allo sbando, non si sia costretti a delinquere; per un difensore della legalità, quale si autodefinisce, mostra e dimostra di averne una concezione per lo meno approssimativa e del tutto personale. Tornando alla domanda iniziale: se “ci fa” è un imbroglione, se “ci è” peccato per chi gli crede!

Elio Bitritto

sabato 16 maggio 2009

L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Inaffidabili o farisei?

Non si finisce mai di parlare, soprattutto di pontificare sul problema dell’immigrazione clandestina e credo sia opportuna una serie di precisazioni altrimenti si dà solo aria ai denti. Intanto se sento parlare di clandestini devo ritenere che si stia parlando di clandestinità, vale a dire di un reato. Una volta il ”clandestino a bordo” veniva buttato a mare ed ora non è più consentito ma il reato è restato tale. Qualche deficiente, tra Roma e Bruxelles, fa l’idiota integrale e ci dice che “Il 90% dell'immigrazione avviene per via aerea. Il restante 10% dai vari sbarchi sulle carrette del mare, e sono tutti o quasi rifugiati politici ai quali per legge bisogna dare asilo”: soffermandomi sui numeri faccio qualche breve calcolo e ricavo che se è vero che gli sbarchi sono più di 30.000 l’anno, gli arrivi per via aerea raggiungono la cifra di 270.000 per un totale di 300.000 l’anno. Questi numeri non sono credibili perché la quasi totalità si riferisce agli sbarchi via mare. La soluzione mi sembra piuttosto semplice: tutti gli sbarcati (non più clandestini) vengano distribuiti proporzionalmente tra tutti gli stati europei, compreso il Vaticano: le spese di soccorso, soggiorno, cure e trasferimenti dovranno essere ripartite proporzionalmente tra gli stessi membri della comunità europea. Qualcuno si opporrà? sanzione monetaria! Tra l’altro questo idiota politico del Commissario europeo Hammarberg, invece di prendersela con Malta che prende i soldi e respinge i barconi, se la piglia con l’Italia che soccorre i clandestini, li nutre, li cura e … se li tiene. Ma che Europa è questa: la stessa degli ambientalisti? “ Not In My Back Yard” (Non nel mio giardino).

Elio Bitritto

giovedì 14 maggio 2009

Ieri la presentazione a Vasto del candidato di centrodestra alla Presidenza della Provincia

Di Giuseppantonio: “Vasto deve tornare ad essere il centro della Provincia di Chieti”

VASTO . “A Vasto si gioca una partita importante con le elezioni provinciali del 6 e 7 giugno prossimi, perché queste consultazioni sono una sorta di referendum tra favorevoli e contrari all’Amministrazione comunale vastese”. Con queste parole, Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale, ha aperto la conferenza stampa di ieri mattina per la presentazione dei candidati locali di tre delle liste che correranno a sostegno di Enrico Di Giuseppantonio. “Queste elezioni – ha proseguito Tagliente – segneranno l’inizio della fine di questa Amministrazione comunale targata centrosinistra e rappresenteranno un varco per il centrodestra.”
Al tavolo di Presidenza, i candidati nelle liste de Il ‘Popolo della Libertà’, ‘Alleanza per Di Giuseppantonio’, e ‘Theatina per la libertà’, il Consigliere regionale del Pdl, Tonino Prospero ed il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, salutato da Prospero che gli ha rinnovato la stima “che – ha detto ho sempre avuto nei tuoi confronti.”
Poi la parola a Di Giuseppantonio : “Il centrosinistra alla guida della Provincia di Chieti,con Tommaso Coletti, nulla ha fatto. Basta vedere – ha detto Di Giuseppantonio – le strade provinciali come sono ridotte. Gli ultimi interventi li aveva fatti la passata amministrazione di centrodestra guidata da Mauro Febbo. Il giudizio sull’Amministrazione provinciale uscente è negativo. Vasto – ha detto il candidato del centrodestra – è stata considerata una periferia da questa Amministrazione provinciale. Deve tornare ad essere il centro della Provincia. Io amo Vasto – ha detto Di Giuseppantonio – e non perché lo devo dire, ma perché lo penso realmente; questa città – ha proseguito – deve essere valorizzata soprattutto dal punto di vista turistico perché è proprio il turismo a poter rappresentare l’alternativa alla mancanza di lavoro nel settore industriale. Vasto deve puntare sul turismo congressuale per poter lavorare dodici mesi l’anno! Un centro congressuale può essere, ad esempio, un valore aggiunto per questa città.” Poi si è soffermato sulle candidature delle liste in suo appoggio che ha definito ottime per portare Vasto a vincere perché coniugano esperienza a rinnovamento. “Quanto alle inutili polemiche sollevate da Coletti riguardo il numero consistente delle nostre liste – ha detto Enrico Di Giuseppantonio – rispondo che lui ha avuto difficoltà a riempire le liste perché dato il vento contrario tutti sono scappati; noi, invece, abbiamo fatto fatica in quanto molti nomi abbiamo dovuti rifiutarli nonostante fossero professionisti e gente affermata. La qualità delle nostre liste – ha detto il candidato del centrodestra – è alta. Coletti – ha concluso – ha invece promesso la vicepresidenza a tutti pur di far candidare qualcuno.”
A margine della conferenza stampa, significativo è stato l’intervento del candidato del Pdl al Collegio 1, Etelwardo Sigismondi, che ha detto: “Qualche tempo fa Coletti si è ricordato di venire a Vasto per fare un consuntivo del suo mandato quinquennale che sta concludendo, ricordandosi di Vasto solo in campagna elettorale e non durante i cinque anni in cui è stato Presidente della Provincia. Coletti – ha detto Sigismondi – ha penalizzato questo territorio mettendo tra l’atro nel cassetto un progetto che il centrodestra con Febbo aveva avviato, riguardo la Circonvallazione che sarebbe dovuta sorgere per alleggerire il traffico sulla s.s. 16. Quanto alle candidature del Partito democratico – ha detto il candidato a Consigliere del Pdl – si commentano da sole:delineano la paura che il centrosinistra ha di perdere. L’unico evento storico che contrassegna il centrosinistra – conclude ironizzando Sigismondi - è che l’Assessore ai ‘disservizi’ del Comune di Vasto, Vincenzo Sputore per la seconda competizione elettorale consecutiva, si candida con lo stesso partito.”

sabato 9 maggio 2009

Piano di recupero del centro storico, Sigismondi (Pdl): “Scaduti i termini ma il piano non c’è!”

La maggioranza di centrosinistra ha bocciato, in Consiglio comunale, la quasi totalità delle osservazioni presentate dai cittadini alle nuove Norme tecniche del P.R.G riguardanti il centro storico e in particolare le zone “A1”, con la motivazione che per tale area della città è in corso di redazione il Piano di recupero.
Da un’analisi attenta, però, di tutta la documentazione relativa al bando e all’affidamento dell’incarico professionale per la predisposizione di questo strumento urbanistico, ci accorgiamo che i termini per la redazione del piano sono abbondantemente scaduti.
Infatti, nel bando di gara, era previsto che la presentazione della proposta di Piano, completa di analisi storica dello stato di fatto e della riqualificazione urbanistica, nonché di tutti i documenti necessari, sarebbe dovuta avvenire entro massimo 300 giorni dalla comunicazione da parte dell’Amministrazione comunale dell’affidamento dell’incarico. Tenendo presente che la determina dirigenziale con la quale è stata aggiudicata la gara è stata ‘partorita’ in data 30.05.2008, i trecento giorni sono scaduti il giorno 30.03.2009. Il ritardo è ancora più evidente se si considera che il gruppo che si è aggiudicato l’incarico, nella risposta di partecipazione al bando, aveva proposto un termine di 240 giorni per la riconsegna del lavoro ultimato e che per questa riduzione dei termini aveva acquisito, come previsto dal Bando, un punteggio maggiore che, da solo, è stato sufficiente al fine di ottenere l’affidamento dell’incarico di gara;
Con molta attenzione deve essere inoltre analizzata la “Convenzione di affidamento” nella quale è previsto un termine per la riconsegna del progetto “preliminare” di 180 giorni dalla data di sottoscrizione della convenzione stessa, avvenuta il giorno 15.09.2008. Nel Bando di gara alcun riferimento veniva fatto ad un progetto “preliminare” e comunque, anche questo ultimo termine è scaduto in quanto i previsti 180 giorni hanno avuto termine il 15.03.2009.
È evidente, quindi, che fino ad oggi, tranne qualche “convegno spot” sul generico tema del recupero del Centro storico di Vasto, del relativo piano non se ne vedono neanche le tracce. Sul Piano di recupero ho ritenuto di dover presentare una interrogazione urgente al Sindaco di Vasto, al fine di chiarire i motivi di questi ritardi e i tempi entro i quali sarà possibile avere il Piano di recupero del centro storico.
Ricordo, infine, che su altri aspetti riguardanti l’affidamento dell’incarico per la redazione del piano di recupero, avevo già presentato, in data 30.05.2008, una interrogazione alla quale, però, non è stata data ancora risposta.

Etelwardo Sigismondi
Consigliere comunale - Il Popolo della Libertà

QUARTO STATO


BUCO DELLA SERRATURA

L'Italia che verrà

In questi giorni assistiamo ad una delle pagine più vergognose della cosiddetta dittatura dell’informazione in Italia. Un Presidente del Consiglio accusato di deriva fascista da una serie di nani politici quali Franceschini e Di Pietro, che possono parlare liberamente dicendo quello che a loro pare in video e su carta. I repressi e censurati, alla Gad Lernern e Santoro, possono fare trasmissioni in cui l’attacco al Presidente del Consiglio non è più sul piano politico ma essenzialmente su quello personale. Sempre per confermare la deriva fascista, autoritaria e censoria presente in Italia, si attacca il machismo di Berlusconi facendo a pezzi una ragazzina di 18 anni: complici in questi agguati personaggi alla Emma Bonino che deve la sua fortuna politica alla nomina europea fatta da quel macho di Berlusconi. Senza contare che in Parlamento siedono o hanno svernato personaggi come Ilona Staller, Luxuria, lo stesso Santoro in Europa, D’Elia, Caruso Agnoletto che non saranno delle veline ma non sono certo l’immagine della moderazione. E vogliamo dimenticare il D’Alema che lanciava le molotov prima di diventare deputato? E quanti altri in questa Italietta pruriginosa che, incapace di dare una risposta ai bisogni della gente non trova di meglio che attaccare sul piano personale, andando a scrutare in camera da letto, e, considerati i personaggi, forse anche in bagno. Tutto questo nel Paese in cui l’informazione, tutta, è in mano ad un despota. Cretini? Idioti? Non saprei quale epiteto attribuire ai censori di casa nostra, a questa prefiche della libertà e della moralità uccise: io non saprei, ma gli elettori hanno, evidentemente, già risposto.

E.B.

ANNOZERO


lunedì 4 maggio 2009

Carta della Cittadinanza, Sigismondi (Pdl): “Giace ancora in qualche stanza del Comune. Spesi 17.725 euro!”

È stata presentata questa mattina dal Consigliere comunale de Il Popolo della Libertà, Etelwardo Sigismondi, una interrogazione urgente al Sindaco di Vasto per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale riguardo la Carta della Cittadinanza.
La carta infatti, prevista anche dal Piano Sociale Regionale 2007-2009, rappresenta un importante strumento per promuovere la partecipazione dei cittadini alla programmazione e gestione dei Servizi Sociali.
“Sono assurde le cose che accadono all’interno del Comune di Vasto da quando questa è amministrata dal centrosinistra - ha dichiarato il consigliere Sigismondi – infatti la Carta della Cittadinanza è stata già predisposta e stampata in 15.000 copie, con una spesa per l’ente di € 17.725,00. L’Opuscolo di circa 50 pagine è già pronto dal mese di gennaio per essere spedito in tutte le case dei vastesi – aggiunge il Consigliere d’opposizione - ma le copie continuano a giacere nelle stanze del Comune. Infatti, i dissapori nati all’interno della maggioranza nel mese di dicembre, subito dopo le elezioni regionali, hanno portato alla censura dell’opuscolo in quanto contenete, in apertura, il saluto dell’Assessore ai servizi sociali Eliana Menna, successivamente sostituita in seno all’Amministrazione comunale. Mi preme sottolineare, inoltre – ha proseguito Etelwardo Sigismondi - che la Giunta regionale ha più volte sollecitato il Comune di Vasto ad inviare agli uffici regionali preposti, la Carta della Cittadinanza redatta per la sua pubblicazione sul sito ufficiale dell’Osservatorio Sociale Regionale, così come previsto.
L’episodio – ha chiosato il Consigliere del Pdl - rappresenta l’ennesima prova di come la litigiosità della maggioranza si stia ripercuotendo anche su settori importantissimi come i Servizi Sociali. Mi auguro che non sia intenzione, a seguito del nuovo assetto della Giunta, stampare nuovamente l’opuscolo in quanto rappresenterebbe un incomprensibile e irresponsabile spreco di denaro per l’Ente. Spero invece – ha concluso Sigismondi - che il Comune si decida a dare immediatamente diffusione alla Carta della Cittadinanza in modo tale che i cittadini possano da subito usufruire di questo importante strumento.”

domenica 3 maggio 2009

LA VASTO DEL FUTURO BISOGNA PENSARLA FIN D'ORA

Senza dimenticarsi la Vasto del presente con i piccoli disagi e la manutenzione


VASTO. Le Amministrazioni comunali succedutesi alla guida di Vasto, a parte qualcuna, hanno pensato per lo più all’ordinaria manutenzione ed alle piccole opere pubbliche di valorizzazione. Qualcuna, addirittura, né alla manutenzione, né alle opere pubbliche. Ma c’è una politica diversa per Vasto ed il territorio, a cui nessuno, o quasi, ha messo mano. Quella dello sviluppo del Vastese, partendo, appunto, dalla città ‘capofila’, se così la si può chiamare, ovvero Vasto. Questioni riguardanti le industrie, l’artigianato, lo sviluppo della pesca, delle tradizioni e la stessa espansione di Vasto, non sono mai nella testa dei nostri amministratori. L’ampliamento del porto, un piano regolatore per la costa, l’individuazione di un’area industriale unica da sviluppare. Il turismo tutto l’anno. La costruzione, e riguarda quest’ultimo tema, di un Pala congressi, di un’area congressi, addirittura di una fiera, non è mai passata per la testa di quelli che oggi stanno amministrando Vasto? Città come Lanciano, seppure in piccolo, l’hanno fatto! Seppur con un territorio ‘sfigato’, per dirla volgarmente, e molto ristretto. Se vogliamo ravvivare la nostra città, e con questa l’economia della nostra Vasto, occorre essere lungimiranti e progettare una città che possa essere d’attrattiva e che possa catalizzare l’attenzione di turisti nel periodo estivo, e di altri soggetti economici durante tutto l’arco dell’anno. E l’Università? Un’ottima soluzione per far girare l’economia della città, con studenti che frequentano locali e che affittano appartamenti. Insomma, andando punto per punto, ci vuole una scossa tra la classe dirigente politica della nostra città. Ci vogliono persone competenti e lungimiranti. Bisogna pensare ad un’area industriale che comprenda Vasto e gli altri paesi del comprensorio ove ‘piazzare’ le industrie del Vastese. Bisogna pensare a sfruttare le risorse quali il mare per incrementare la pesca ed essere ‘leader’ della costa adriatica. Bisogna preservare le tradizioni della nostra città e del territorio circostante, come prodotti tipici, usi, costumi e rievocazioni storiche che possano catalizzare a sé i turisti. Bisogna pensare all’ampliamento della nostra città, nel territorio in cui è possibile. C’è un porto, il nostro, con grosse potenzialità ma sfruttato al minimo sia dal punto di vista commerciale, che turistico. E perché lasciare la costa all’abbandono o nelle mani di pochi costruttori-speculatori? Non sarebbe indispensabile forse stilare un piano regolatore costiero che permetta lo sviluppo di Vasto anche nella zona del porto e di tutto il tratto di mare con costruzioni basse, che rispettino la natura e che possano essere il volano dello sviluppo turistico vastese? Con un porto che non sia alla periferia ma al centro della città? E poi Vasto non può vivere solo tre mesi all’anno. Occorre qualcosa che la faccia diventare la città attorno alla quale far girare l’economia se non abruzzese, almeno del Vastese. Vasto ha un territorio ampio, e qualcosa che possa farci venire gente tutto l’anno può essere un centro termale, ma meglio ancora un’area fiera e congressi con strutture coperte e scoperte nelle quali dar vita a fiere, manifestazioni politiche e non , concerti, mostre, etc. L’università, poi, può essere un’attrattiva per i giovani che sceglierebbero Vasto come città studi e come città di vacanze d’estate. E tutto questo non è impossibile. Altri paesi, altre città, l’hanno fatto. Pensate a realtà come Pescara, magari più grandi, e realtà piccole come Castiglione Messer Marino che con un piccolo Palaghiaccio sono riuscite a cambiare l’economia del Paese. Tanto per rimanere nel nostro territorio. Possibile che noi non siamo capaci? Non ci credo! Se solo Vasto avesse una classe politica lungimirante…

Marco di Michele Marisi

(foto Daccò)

BUCHE: COMUNE LADRO!

Buche, pozzanghere e schizzi

Circonvallazione Istoniense, all’altezza del Bar “Non solo caffè”: le auto sfrecciano veloci nonostante la pioggia battente, non provano né a rallentare né ad evitare le pozzanghere numerose e ampie: il malcapitato che volesse attraversare lo stradone si deve riparare dietro le auto parcheggiate per evitare docce poco e nulla gradite: e ciò perché in questa strada brillano per la loro presenza le buche e gli avvallamenti ed ugualmente brillano, per la loro assenza, le 'bocche di lupo'! Sul lato est queste ci sono in direzione nord fino al Palazzetto dello Sport: poi scompaiono misteriosamente. Si può conoscere per quale motivo non sono state realizzate? Con l’occasione si segnalano anche alcuni tombini “tappati” evidentemente per i detriti.

E.B.

(nella foto, una delle tante buche di Vasto)