lunedì 20 luglio 2009
“Per Vasto ci siamo io e i quattro Consiglieri provinciali del territorio”
Di Giuseppantonio pone fine alle polemiche da lui definite “strumentali”. “Lavoreremo bene”
VASTO – “Non mancherà il mio impegno per Vasto ed il territorio. Se esclusione di Vastesi all’interno della Giunta provinciale c’è stata, ci saremo io ed i quattro Consiglieri provinciali del territorio a portare le istanze di questa zona in Provincia. State tranquilli.” Con queste parole pronunciate nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sala consiliare ‘Vennitti’ del Comune di Vasto,Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti, a messo a tacere quanti, nei giorni scorsi, avevanp accusato il neo Presidente della Provincia di aver abbandonato Vasto ed il Vastese. A rimarcare la posizione del Presidente, è stato Etelwardo Sigismondi, Consigliere provinciale de Il Popolo della Libertà che ha detto: “Se l’esclusione può essere ricompensata da una maggiore presenza del Presidente su Vasto, allora ben venga l’esclusione dei rappresentanti della zona.” “ Devono sparire – ha poi rimarcato Di Giuseppantonio – i muri del campanilismo. Gli Assessori lavoreranno indistintamente su tutto il territorio della Provincia di Chieti e le scelte verranno prese insieme al Consiglio provinciale che è il luogo nel quale si fanno le scelte più importanti.” Enrico Di Giuseppantonio è poi sceso nello specifico delle questioni provinciali. “Abbiamo – ha detto – una situazione disastrosa in quanto a bilancio, ma riusciremo a realizzare opere anche per questa città. Istituiremo – ha promesso il Presidente della Provincia – una sede di rappresentanza del Presidente. Immagino – ha spiegato – un ufficio decentrato dove possano essere portate tutte le competenze della Provincia a Vasto. Una struttura che potrebbe ospitare questi uffici, è l’ex carcere di Via Aimone che già la scorsa settimana sono andato a visitare col Consigliere Sigismondi. Lì – ha proseguito Di Giuseppantonio – si potrebbe portare il genio civile, gli uffici della caccia e pesca, l’Uma, insomma, una sorta di Provincia bis a Vasto.” Poi ha approfittato per rispondere alle polemiche innescate ad arte dai Consiglieri provinciali vastesi del Pd. “Mi accusavano di non aver voluto aprire l’Uma a Vasto, ma in realtà non ancora vedo le carte, anche se certamente l’ufficio non sarà in Via San Michele in affitto, perché dobbiamo eliminare tutti i fitti passivi. Gli affitti – ha detto con forza il Presidente della Provincia – devono essere eliminati perché non possiamo buttare i soldi in questo modo.” Poi ha accennato di voler fare di Vasto il centro del turismo congressuale. “E’ un’idea, questa – ha detto – che potrebbe riattivare l’economia vastese anche e soprattutto in inverno.” Ed infine, una battuta a chi gli aveva chiesto se la prossima settimana sarebbe tornato a Vasto: ”Aspetto che il Sindaco mi conceda una stanza di Palazzo d’Avalos per poter metterci l’ufficio. Ma anche se non me la concede, sarò qui lo stesso molto spesso.”
sabato 18 luglio 2009
Giunta in alto mare, Sigismondi: “E’ la prova delle tensioni ancora non risolte nel centrosinistra”
Che il Sindaco Lapenna, senza aver rinnovato la Giunta, sia riuscito a farsi approvare il bilancio consuntivo dalla sua maggioranza, non è un segnale della ritrovata armonia nel centrosinistra, ma è la prova evidente che i problemi che hanno portato all’azzeramento degli Assessori, permangono. Sono convinto che se il Sindaco Lapenna avesse annunciato i nomi dei nuovi Assessori prima del Consiglio comunale, sarebbero riesplose tutte le contraddizioni interne al centrosinistra e la maggioranza si sarebbe nuovamente sciolta come neve al sole.I partiti del centrosinistra, al di là dell’operazione di facciata che hanno messo in scena durante il Consiglio comunale, rimangono dei “separati in casa”, e risulta assolutamente emblematico di tutto ciò, la conferenza stampa di questa mattina per la quale il Sindaco aveva preannunciato importanti comunicazioni. Tutti infatti, si aspettavano il varo della nuova Giunta e invece Lapenna è stato costretto nuovamente a prendere tempo per ulteriori consultazioni. Ritengo assolutamente irresponsabile l’atteggiamento del centrosinistra che nel pieno della stagione estiva, in un momento quindi importantissimo per l’economia della nostra città, lascia Vasto nel pieno caos e nel più completo immobilismo amministrativo. Quello che è accaduto negli ultimi sei mesi a Vasto, è la dimostrazione che la maggioranza di centrosinistra ha fondato la propria attività amministrativa nella mera spartizione dei posti in Giunta. Penso che l’unica via di uscita di questa crisi amministrativa, sia quella di far tornare gli elettori alle urne, come dichiarato già durante il Consiglio comunale di ieri.
Etelwardo Sigismondi
Consigliere comunale Il Popolo della Libertà
lunedì 13 luglio 2009
SIGISMONDI REPLICA A VICOLI: “DIFENDEREMO LO STATUTO LICENZIATO DALLA COSTITUENDA CONSULTA”
“Condivido le critiche mossa da ‘Giovani In Movimento’ nei confronti dell’Amministrazione”
VASTO. Condivido appieno le critiche mosse dall’Associazione ‘Giovani In Movimento’ nei confronti dell’Amministrazione comunale per i ritardi relativi all’approvazione del regolamento della Consulta giovanile e più in generale per la disattenzione che il centrosinistra sta dimostrando nei confronti del mondo giovanile. Tale disattenzione è confermata dagli ultimi bilanci consuntivi dellll’Amministrazione Lapenna, all’interno dei quali non vi è traccia di attività, di interventi a sostegno delle giovani generazioni vastesi. E tutte le attività in corso di realizzazione, non sono altro che il proseguo di attività intraprese dalle precedenti amministrazioni di centrodestra come ad esempio l’ ”Estate ragazzi”. Per quanto riguarda invece più in particolare la Consulta giovanile,mi preme evidenziare come questa sarà possibile realizzarla solamente grazie ad un emendamento presentato dal centrodestra e successivamente approvato dal Consiglio comunale, allorquando, durante l’approvazione del nuovo statuto comunale, si propose di introdurre la possibilità di dotare il Comune di Vasto di un forum dei giovani e delle associazioni giovanili di cui, evidentemente, la Consulta ne è l’attuazione. Ritengo inoltre assolutamente fuori luogo l’intervento del Consigliere comunale di maggioranza che ha preannunciato un suo maxi emendamento sul regolamento di attuazione della Consulta in quanto quest’ultimo è frutto dell’impegno e del lavoro dei giovani della città. Non vorrei quindi che questo maxi emendamento sia il modo per il centrosinistra di censurare e snaturare il lavoro di questi giovani vastesi. Se così dovesse essere, saremo pronti, in Commissione, a difendere lo Statuto licenziato dalla costituenda Consulta.
Etelwardo Sigismondi
Consigliere Comunale Il Popolo della Libertà
Etelwardo Sigismondi
Consigliere Comunale Il Popolo della Libertà
CONSULTA GIOVANILE, 'GIOVANI IN MOVIMENTO' REPLICA AL CONSIGLIERE VICOLI: "FORSE NON L'HA NEMMENO LETTA LA BOZZA DELLO STATUTO!"
Entriamo dunque nello specifico della questione. L’attacco di ‘Giovani In Movimento’, infatti, era sul ritardo nell’approvazione dello statuto della costituenda Consulta giovanile comunale. Da circa quattro mesi, infatti, si attende l’approvazione di questo. Ritardo perché, dice Vicoli, “è subito seguita una lunga e faticosa doppia campagna elettorale che ha visto impegnati tutti, maggioranza ed opposizione, fino al 6 giugno”.
Dove è previsto che la campagna elettorale debba rallentare l’attività amministrativa? Ma siamo matti!
Scrive Vicoli: “Se la bozza dello Statuto della Consulta giovanile non è ancora arrivata in Commissione è solo perché i ragazzi che l’hanno abbozzata, nella loro inesperienza istituzionale, hanno omesso tutta una serie di norme che devono regolare il funzionamento dell’organismo.” Forse Vicoli non sa che innanzitutto lo statuto è basato su quello di altri 3, 4 Comuni che già l’hanno attuato; dunque non pensiamo che tutti i Comuni abbiano sbagliato regolamento. E poi è assolutamente falso quello che dice riguardo alcune presunte mancanze. Non è vero che non sono spiegate le modalità di elezione, infatti l’articolo 13 comma 1 recita testualmente “Hanno diritto al voto tutti i membri della Consulta. Ogni membro potrà esprimere segretamente una preferenza per il Presidente, per il Segretario e per il Tesoriere. Tutti gli Organi citati, le proposte ed i progetti vengono eletti e votati a maggioranza relativa. Non sono ritenuti validi voti espressi per delega.” Non è vero che non è spiegato quanti ragazzi dovranno costituire l’Assemblea plenaria , infatti l’art. 7 recita quanto segue: “L'assemblea plenaria è la riunione di tutti gli aderenti. Ad essa partecipano tutti i giovani di età compresa tra i 14 ed i 30 anni, ammessi mediante votazione della stessa. L’Assemblea si riunisce con cadenza mensile e, qualora ve ne fosse necessità, si ricorre ad una sessione straordinaria. In sede di Plenaria, Presidente e Vicepresidente presentano ai componenti dell’Assemblea i progetti e le attività della Consulta. Ogni proposta è dibattuta e messa al voto. L’Assemblea plenaria elegge il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario ed il Tesoriere. Tutto quanto approvato dalla Plenaria, è materia di realizzazione. Su richiesta di uno o più componenti della Consulta, possono essere invitati alle sedute, a titolo consultivo e senza diritto di voto, persone che possono portare uno specifico contributo alle iniziative programmate o alla soluzione di problemi inerenti la stessa.” E non è affatto vero che “non è affatto chiara la distinzione di ruoli e funzioni tra l’organo deliberativo e l’organo consultivo.” E qui gli articoli che spiegano tutto:
“Art. 8 La Presidenza. Il Presidente è eletto dall’Assemblea nella prima seduta dell’anno, a maggioranza relativa. E’ eletto in base ad un programma che deve essere esposto prima dell’elezione e sviluppabile durante l’anno. Presiede e richiede le convocazioni per le Assemblee e può restare in carica per non più di due mandati consecutivi. Cura le funzionalità amministrative e ha funzione di rappresentanza negli incontri con le Istituzioni, con gli Enti pubblici, privati e con le associazioni presenti sul territorio. Rappresenta i giovani del Comune di Vasto. Il Presidente deve attuare un’azione propulsiva nei confronti della Consulta. Rimane in carica fino a nuova elezione dando la piena disponibilità in loco. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati o di violazione comportamentale dello statuto i due terzi dell’Assemblea possono sfiduciarlo. 8.1 A suddetto ruolo sono incompatibili altre cariche riguardanti dirigenze partitiche e funzioni istituzionali,al fine di preservarne l'autonomia da possibili orientamenti di parte.
Art. 9 La Vicepresidenza. Il Vicepresidente è eletto dall’Assemblea, nella prima seduta a maggioranza relativa, come colui che riceve il maggior numero di voti, dopo il Presidente. Egli, nell’ambito delle Assemblee, assolve alla funzione di moderatore, dando cronologicamente lettura dei punti all’odg e accogliendo, per prenotazione, le interrogazioni e gli interventi vari dei Rappresentanti. Delle Assemblee, egli cura particolarmente l’aspetto procedurale, collaborando strettamente con il Segretario, nella stesura finale del verbale. Il Vicepresidente sostituisce in tutte le mansioni il Presidente in caso di sua assenza. Rimane in carica fino a nuove elezioni per un massimo di due mandati. Si applicano le stesse incompatibilità di carica dell’articolo 8.1
Art. 10La Segreteria. Il Segretario è eletto dall’Assemblea nella prima seduta a maggioranza relativa. Egli ha il compito di partecipare alle riunioni di Plenaria, al fine di redigerne il verbale. Deve registrare ed archiviare gli atti relativi ai lavori di tutta la Consulta. Il Segretario ha in dotazione il computer della Consulta sul quale redige i verbali e archivia i vari documenti e qualsiasi tipo di informazione che possa essere d’interesse comune. Rimane in carica fino a nuove elezioni per un massimo di due mandati.
Art. 11La Tesoreria. Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea nella prima seduta a maggioranza relativa. Per la candidatura, a differenza degli altri organi, è richiesta la capacità di agire che si acquisisce con il compimento della maggiore età stabilita dalla legge. Egli ha funzione strettamente economica, tiene il bilancio della Consulta e amministra i fondi ad essa in dotazione. Per effettuare qualsiasi tipo di movimento finanziario, deve darne comunicazione al Presidente, al Vicepresidente e all’Assemblea tutta ed ha bisogno della firma o del primo o del secondo. Ogni membro, dunque, ha il diritto di controllare il bilancio della Consulta Giovanile Comunale. Rimane in carica fino a nuove elezioni per un massimo di due mandati. Si applicano le stesse incompatibilità di carica dell 'articolo 8.1
Art. 12Le Commissioni. I membri della Consulta, si possono riunire in Commissioni di lavoro ristrette, ilo cui numero viene stabilito a seconda delle circostanze degli argomenti trattati. L’istituzione di una Commissione, può essere permanente o temporanea, a seconda delle esigenze organizzative. Al loro interno viene nominato un Responsabile, che deve coordinare i lavori al fine di conseguire un preciso obiettivo. Deve dar conto al Presidente, al Vicepresidente e al Segretario della situazione dei lavori sviluppati. All’occorrenza una commissione di lavoro può richiedere, dopo una valida motivazione, un budget per la realizzazione di un determinato progetto, presso la Tesoreria della Consulta stessa. Ogni membro appartenente può presentare di sua iniziativa delle progettualità o sottoporre delle problematiche al vaglio della assemblea e delle commissioni.”
E allora forse il Consigliere Vicoli non l’ha nemmeno letta la bozza dello statuto. Si mettesse a lavoro ed ottemperi al suo ruolo di Consigliere della 1a commissione consiliare affari generali. Il mondo giovanile vastese, e ne sono prova i fatti, è completamente abbandonato da quest’Amministrazione comunale targata centrosinistra
Marco di Michele Marisi
Giovani In Movimento - Vasto
LA CRISI POLITICO AMMINISTRATIVA VASTESE SI RIPERCUOTE ANCHE SUL SETTORE GIOVANILE
Da quattro mesi circa si attende l'approvazione dello statuto della Consulta
“La crisi politico amministrativa in cui versa l’Amministrazione comunale di centrosinistra è percepibile anche nel mondo giovanile e sta intaccando, dunque, anche questo importante settore della città. L’incapacità amministrativa e le beghe politiche interne alla maggioranza che amministra questa nostra città, si stanno ripercuotendo inesorabilmente e negativamente anche sul Progetto giovani ed in particolare sulla Consulta giovanile del Comune di Vasto, organo giovanile del Municipio che, da quattro mesi circa a questa parte, dopo aver stilato uno statuto, attende che quest’ultimo venga approvato.” E’ quanto ha dichiarato Marco di Michele Marisi, responsabile di ‘Giovani In Movimento’, il raggruppamento dei giovani del centrodestra vastese. “Invitiamo il Sindaco Lapenna, a pensare ai problemi della città, e, in questo caso, ai problemi del mondo giovanile – ha affermato Marco di Michele Marisi - completamente dimenticati dal centrosinistra. Intanto, ‘Giovani In Movimento’ – conclude - sta ancora aspettando la risposta riguardo la proposta di localizzazione di un centro di aggregazione giovanile all’interno dell’ex asilo ‘Carlo Della Penna’, ancora inagibile dopo le scosse di terremoto che hanno colpito in particolar modo l’aquilano nell’aprile scorso.”
Giovani In Movimento - Vasto
Giovani In Movimento - Vasto
venerdì 10 luglio 2009
DOCUMENTO DEL PDL SULLA CRISI AMMINISTRATIVA VASTESE
Il Popolo della Libertà di Vasto, di fronte all’ennesima crisi della maggioranza di centrosinistra, che ha portato all’azzeramento della Giunta comunale da parte del Sindaco Luciano Lapenna, nell’esternare ai cittadini la profonda preoccupazione riguardo alle sorti della Città, rimasta priva di un governo stabile ed efficiente in un momento assolutamente difficile dal punto di vista economico ed occupazionale, rileva quanto segue.1) La crisi è la risultante di almeno due fattori concorrenti: della conflittualità in atto tra le diverse anime che la compongono, e del prevalere sull’azione di governo di personalismi esasperati che non riescono a trovare la sintesi, neanche nella figura, scolorita oltremisura,del Sindaco. Le lotte intestine all’interno del Partito Democratico tra le due principali fazioni dell’ex Margherita e dell’ex Ds; l’accaparramento di ogni ruolo importante di potere e di controllo da parte della cosiddetta Lista Forte; la ricerca di nuovi spazi gesuiticamente ricercata dai rappresentanti dell’IdV dell’On. Di Pietro; l’infantilismo politico di Rifondazione Comunista, sono in particolare le ragioni che hanno portato all’azzeramento della Giunta per una resa dei conti che si sta manifestando in tutta la sua asprezza e che si concluderà certamente in maniera non incruenta.
2) Sconcertano alcune affermazioni riguardo al ridimensionamento del numero degli assessori per ragioni di economia di spesa, in quanto assolutamente false e strumentali. In realtà la probabile decisione di tagliare il numero dei componenti l’esecutivo è dettata da motivi legati alla cucina interna del Partito Democratico e della Lista Forte ed in particolare alla necessità di sbarrare la strada all’ingresso in Consiglio Comunale ad alcuni primi dei non eletti sgraditi ai padroni del Palazzo di Città. Del resto, a riprova della veridicità di quanto si afferma, chi non ricorda le motivazioni favorevoli alla necessità di allargamento della Giunta pronunziate da Lapenna e Forte all’indomani della elezione e la modifica allo Statuto in questa direzione?
3) Gli effetti di questa crisi, ch’è di natura strutturale e destinata a non risolversi, sono e saranno devastanti per la Città, ancor più perchè arrivano dopo tre anni di immobilismo assoluto. Intanto l’economia langue, il turismo affonda, gli strumenti di pianificazione territoriale, in primis la variante del Prg, il piano particolareggiato del Centro storico e il piano spiaggia, sono bloccati.
Il Popolo della Libertà - Vasto
lunedì 6 luglio 2009
Vasto, LAPENNA IN CRISI: "FUORI TUTTI GLI ASSESSORI"
In una conferenza stampa il Sindaco ha annunciato di aver ritirato gli incarichi di Assessori
VASTO. Era già nell’aria da qualche ora e sabato, in una conferenza stampa tenutasi presso l’Aula consiliare ‘G. Vennitti’ di Vasto, il Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna (Pd) l’ha resa pubblica. Si tratta della decisione di azzerare tutta la Giunta municipale, così come ha fatto anche Gabriele Marchese, Sindaco di San Salvo nella sua città, e prendere delle decisioni. “Non posso non rimarcare – ha detto il Sindaco in apertura – il ruolo negativo assunto dai Consiglieri comunali di maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale in cui si doveva votare il bilancio.” E adduce delle motivazioni poco credibili al rinvio dello stesso: “L’impianto di registrazione non funzionava”. In realtà quasi tutta la maggioranza di centrosinistra, per protesta, non era andata in Consiglio come per dire a Lapenna: “O fai qualcosa o noi ti lasciamo solo.” E così è stato. L’assenza dei Consiglieri di centrosinistra è pesata al primo cittadino e sabato mattina ha annunciato il ritiro dell’incarico a tutti gli Assessori comunali. “E’ chiaro – ha proseguito Lapenna – che una maggioranza che nel 2006 ha avuto 21 Consiglieri e al bilancio consuntivo 2008 si riduce al lumicino, ha dei problemi. Nel momento in cui – ha detto – non ci saranno più le condizioni per governare, rimetterò il mandato nelle mani dei Vastesi.” Ma intanto ora si riserverà di scegliere i nuovi dieci Assessori per un ‘Lapenna ter’ che dovrà tirare a campare ancora due anni, se tutto va bene. Qualche Assessore sarà riconfermato, qualcuno, invece no. Primo tra tutti, Nicola Del Prete, ormai ex Vicesindaco, che sicuramente sarà fuori dalla Giunta e dalla maggioranza. E così la fuga dal Pd va avanti. In quanto tempo il Sindaco farà la nuova Giunta? Questo non ce l’ha voluto dire. E né ci ha anticipato qualche nome; forse ancora stordito da questo scossone tutto interno al centrosinistra, non ancora mette mano alla nuova Giunta. Intanto ‘La Voce’ di ieri mattina, quotidiano facente capo a Nicola Del Prete, in una ironica vignetta ha rappresentato tutta la Giunta comunale seduta a terra titolando “Tutti giù per terra’. Già il giorno primo, lo stesso foglio aveva rappresentato una ghigliottina con la testa del Vicesindaco e Assessore al Turismo e titolato: “Senza parole”. Questo, a significare la rottura dell’esponente del Pd con il Sindaco Lapenna. E con lui, sicuramente, anche qualche altro pezzo lascerà il partito di maggioranza…se così la si può chiamare.
Marco di Michele Marisi
VASTO. Era già nell’aria da qualche ora e sabato, in una conferenza stampa tenutasi presso l’Aula consiliare ‘G. Vennitti’ di Vasto, il Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna (Pd) l’ha resa pubblica. Si tratta della decisione di azzerare tutta la Giunta municipale, così come ha fatto anche Gabriele Marchese, Sindaco di San Salvo nella sua città, e prendere delle decisioni. “Non posso non rimarcare – ha detto il Sindaco in apertura – il ruolo negativo assunto dai Consiglieri comunali di maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale in cui si doveva votare il bilancio.” E adduce delle motivazioni poco credibili al rinvio dello stesso: “L’impianto di registrazione non funzionava”. In realtà quasi tutta la maggioranza di centrosinistra, per protesta, non era andata in Consiglio come per dire a Lapenna: “O fai qualcosa o noi ti lasciamo solo.” E così è stato. L’assenza dei Consiglieri di centrosinistra è pesata al primo cittadino e sabato mattina ha annunciato il ritiro dell’incarico a tutti gli Assessori comunali. “E’ chiaro – ha proseguito Lapenna – che una maggioranza che nel 2006 ha avuto 21 Consiglieri e al bilancio consuntivo 2008 si riduce al lumicino, ha dei problemi. Nel momento in cui – ha detto – non ci saranno più le condizioni per governare, rimetterò il mandato nelle mani dei Vastesi.” Ma intanto ora si riserverà di scegliere i nuovi dieci Assessori per un ‘Lapenna ter’ che dovrà tirare a campare ancora due anni, se tutto va bene. Qualche Assessore sarà riconfermato, qualcuno, invece no. Primo tra tutti, Nicola Del Prete, ormai ex Vicesindaco, che sicuramente sarà fuori dalla Giunta e dalla maggioranza. E così la fuga dal Pd va avanti. In quanto tempo il Sindaco farà la nuova Giunta? Questo non ce l’ha voluto dire. E né ci ha anticipato qualche nome; forse ancora stordito da questo scossone tutto interno al centrosinistra, non ancora mette mano alla nuova Giunta. Intanto ‘La Voce’ di ieri mattina, quotidiano facente capo a Nicola Del Prete, in una ironica vignetta ha rappresentato tutta la Giunta comunale seduta a terra titolando “Tutti giù per terra’. Già il giorno primo, lo stesso foglio aveva rappresentato una ghigliottina con la testa del Vicesindaco e Assessore al Turismo e titolato: “Senza parole”. Questo, a significare la rottura dell’esponente del Pd con il Sindaco Lapenna. E con lui, sicuramente, anche qualche altro pezzo lascerà il partito di maggioranza…se così la si può chiamare.Marco di Michele Marisi
domenica 5 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
MAGGIORANZA QUASI TUTTA ASSENTE IN CONSIGLIO COMUNALE. E’ CRISI
Il bilancio riaggiornato. L’opposizione: “E’ la fine del centrosinistra a Vasto!”
VASTO. Conferenza stampa questa mattina del centrodestra appena finito il Consiglio comunale. La maggioranza era quasi tutta assente in Consiglio per la votazione del bilancio consuntivo 2008; quest’ultimo, l’atto più importante di un Ente in quanto è il consuntivo dell’attività amministrativa svolta in un anno.
“Il Sindaco – ha dichiarato il Consigliere comunale de Il Popolo della Libertà, Etelwardo Sigismondi – è stato costretto a rinviare il bilancio consuntivo. La maggioranza di centrosinistra era quasi tutta assente, ad evidenziare la crisi politico amministrativa in cui versa l’Amministrazione Lapenna. Diversi Consiglieri – dice Sigismondi – nel corso di questa legislatura hanno abbandonato il centrosinistra: da Riccardo Alinovi ad Antonio Russi, da Ivan Aloè a Nicola D’Adamo a Luciano Gentile, fino a Massimiliano Montemurro e Francesco Piccolotti. Poi la guerra di Rifondazione per cacciare Eliana Menna ed ora l’implosione del Partito Democratico. Un Sindaco responsabile – ha proseguito il Consigliere di minoranza – dopo il personale pessimo risultato alle elezioni provinciali e dopo ciò che è accaduto oggi, dovrebbe dimettersi. Noi del centrodestra – ha chiosato Etelwardo Sigismondi – non siamo disposti a fare da stampella al centrosinistra e siamo pronti per andare al voto e scrivere la parola ‘fine’ a questa Amministrazione comunale.” Poi Nicola Soria del Pdl: “L’Amministrazione comunale ha dato prova di essere allo sbando totale. Questa è un’Amministrazione in agonia. Su un punto fondamentale quale il bilancio consuntivo – ha proseguito Soria – il centrosinistra era quasi tutto assente. Quando siamo rientrati in aula, volevamo constatare il numero legale ma il Presidente del Consiglio, approfittando della confusione che regnava, ha messo a votazione il ritiro del punto. La votazione – ha chiosato Soria – per quanto ci riguarda, dunque, non è valida!”. A proseguire nella conferenza stampa, l’altro Consigliere de Il Popolo della Libertà, Guido Giangiacomo che ha detto: “La crisi è palese. Il centrosinistra si è presentato in Consiglio comunale con un Capogruppo del Pd dimissionario. La maggioranza non c’è più. Questo è il dato politico.” Poi Mario Baiocco sempre del Pdl: “Che la discussione sia stata rinviata, è irrilevante di fronte al dato politico che la maggioranza si sta sciogliendo come neve al sole.” Infine Luigi Marcello del Pdl: “ La difficoltà di questa Amministrazione comunale ha raggiunto oggi il culmine con un Consiglio comunale che si è potuto svolgere solo grazie alla presenza dell’opposizione di centrodestra. Il sentore di questa disfatta del centrosinistra, c’era già stato allorquando, alla Commissione ‘Bilancio’ del 1° luglio scorso, quasi tutto il centrosinistra, tranne un Consigliere era assente.”
Il Popolo della Libertà - Vasto
VASTO. Conferenza stampa questa mattina del centrodestra appena finito il Consiglio comunale. La maggioranza era quasi tutta assente in Consiglio per la votazione del bilancio consuntivo 2008; quest’ultimo, l’atto più importante di un Ente in quanto è il consuntivo dell’attività amministrativa svolta in un anno.“Il Sindaco – ha dichiarato il Consigliere comunale de Il Popolo della Libertà, Etelwardo Sigismondi – è stato costretto a rinviare il bilancio consuntivo. La maggioranza di centrosinistra era quasi tutta assente, ad evidenziare la crisi politico amministrativa in cui versa l’Amministrazione Lapenna. Diversi Consiglieri – dice Sigismondi – nel corso di questa legislatura hanno abbandonato il centrosinistra: da Riccardo Alinovi ad Antonio Russi, da Ivan Aloè a Nicola D’Adamo a Luciano Gentile, fino a Massimiliano Montemurro e Francesco Piccolotti. Poi la guerra di Rifondazione per cacciare Eliana Menna ed ora l’implosione del Partito Democratico. Un Sindaco responsabile – ha proseguito il Consigliere di minoranza – dopo il personale pessimo risultato alle elezioni provinciali e dopo ciò che è accaduto oggi, dovrebbe dimettersi. Noi del centrodestra – ha chiosato Etelwardo Sigismondi – non siamo disposti a fare da stampella al centrosinistra e siamo pronti per andare al voto e scrivere la parola ‘fine’ a questa Amministrazione comunale.” Poi Nicola Soria del Pdl: “L’Amministrazione comunale ha dato prova di essere allo sbando totale. Questa è un’Amministrazione in agonia. Su un punto fondamentale quale il bilancio consuntivo – ha proseguito Soria – il centrosinistra era quasi tutto assente. Quando siamo rientrati in aula, volevamo constatare il numero legale ma il Presidente del Consiglio, approfittando della confusione che regnava, ha messo a votazione il ritiro del punto. La votazione – ha chiosato Soria – per quanto ci riguarda, dunque, non è valida!”. A proseguire nella conferenza stampa, l’altro Consigliere de Il Popolo della Libertà, Guido Giangiacomo che ha detto: “La crisi è palese. Il centrosinistra si è presentato in Consiglio comunale con un Capogruppo del Pd dimissionario. La maggioranza non c’è più. Questo è il dato politico.” Poi Mario Baiocco sempre del Pdl: “Che la discussione sia stata rinviata, è irrilevante di fronte al dato politico che la maggioranza si sta sciogliendo come neve al sole.” Infine Luigi Marcello del Pdl: “ La difficoltà di questa Amministrazione comunale ha raggiunto oggi il culmine con un Consiglio comunale che si è potuto svolgere solo grazie alla presenza dell’opposizione di centrodestra. Il sentore di questa disfatta del centrosinistra, c’era già stato allorquando, alla Commissione ‘Bilancio’ del 1° luglio scorso, quasi tutto il centrosinistra, tranne un Consigliere era assente.”
Il Popolo della Libertà - Vasto
mercoledì 1 luglio 2009
Vasto, LA MAGGIORANZA NON PARTECIPA ALLA COMMISSIONE ‘BILANCIO’
Sigismondi, Marcello e Notarangelo: “Questo centrosinistra non ha né la voglia né i numeri per andare avanti!”
Era stata convocata per mercoledì 1° giungo, la Commissione consiliare ‘Bilancio’ con all’ordine del giorno l’esame del conto consuntivo 2008. All’apertura dei lavori, oltre al Presidente Francesco Piccolotti e ad un componente della maggioranza di centrosinistra, erano presenti tutti e tre i Consiglieri della minoranza di centrodestra, Etelwardo Sigismondi, Luigi Marcello e Michele Notarangelo, i quali hanno preso atto dell’impossibilità di poter esprimere il parere richiesto sul bilancio, in quanto l’assenza della maggioranza di centrosinistra, non ha permesso il necessario dibattito. La minoranza ha dunque abbandonato l’aula.
I Consiglieri di minoranza all’interno della Commissione ‘Bilancio’, quindi, evidenziano il grande senso di irresponsabilità della maggioranza di centrosinistra su un argomento importante quale il bilancio consuntivo 2008, e sottolineano come l’assenza dei Consiglieri di maggioranza sia l’evidente prova della crisi amministrativa del centrosinistra e della disaffezione dei Consiglieri comunali di maggioranza nei confronti dell’Amministrazione comunale e delle problematiche della città. “Questa maggioranza – hanno dichiarato Sigismondi, Marcello e Notarangelo – non ha dunque più né la voglia, né i numeri per poter continuare ad amministrare Vasto.”
I Consiglieri di minoranza all’interno della Commissione ‘Bilancio’, quindi, evidenziano il grande senso di irresponsabilità della maggioranza di centrosinistra su un argomento importante quale il bilancio consuntivo 2008, e sottolineano come l’assenza dei Consiglieri di maggioranza sia l’evidente prova della crisi amministrativa del centrosinistra e della disaffezione dei Consiglieri comunali di maggioranza nei confronti dell’Amministrazione comunale e delle problematiche della città. “Questa maggioranza – hanno dichiarato Sigismondi, Marcello e Notarangelo – non ha dunque più né la voglia, né i numeri per poter continuare ad amministrare Vasto.”
venerdì 26 giugno 2009
DI PIETRO E MINZOLINI
Ovvero sulla diversa concezione della politica
Mi mancava, confesso che ero in crisi di astinenza: le esternazioni di Tonino il rustico sullo scibile ed inconoscibile si erano prese un periodo sabbatico per ricaricare le batterie e poter dare così fiato alle sue tipiche topiche. Cosa ha dunque fatto il rustico? Come una comare di qualche anno fa di uno sperduto paesino dell’Appennino, aspettava di ascoltare nel TG1, tutte le “pettelazzerie” cui è evidentemente abituato; la sua libido è stata violentata dalla mancanza di materia prima perché quel “fetente” di Minzolini, direttore del TG1, non ne ha fatto cenno. Apriti cielo! “Che c’azzecca”, direbbe la buona anima di tonino, “parlare di Iran, Afghanistan, del referendum, dei ballottaggi, del maltempo, quando la materia che interessa è altra: le rivelazioni della D’Addario sono LA NOTIZIA , sono la summa teologica dell’eccitazione gossipara”. Sembra quasi di sentire “al rogo, al rogo”, le invocazioni di pietà, le urla di scherno delle tricoteuses di Bari, l’odore di carne bruciata di Augusto Minzolini chiamato o “richiamato” a rapporto da Galimberti per giustificarsi delle accuse del rustico secondo il quale Minzolini "è un gossipparo", anzi "l’Emilio Fede del servizio pubblico" che "ha ridotto lo spazio dell’informazione politica in modo impressionante" oltre ad aver "oscurato l’Italia dei Valori": così ha detto il leader dell'Italia dei Valori durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati. Deduzione obbligatoria: il concetto della politica per il rustico si identifica con la sua personalità, quella di un paesano pettegolo di qualche anno fa pronto anche a piangere sulle “ingiustizie” presunte da lui subite quali quella sull’oscuramento dell’Italia dei Valori che vede la sua presenza al quarto posto assoluto nelle comparse al TG1 dopo Berlusconi, Franceschini e Napolitano, prima quindi di Schifani, di Fini, di Gianni Letta, di D’Alema e di circa altri mille personaggi decisamente più validi del nostro.
E.B.
Mi mancava, confesso che ero in crisi di astinenza: le esternazioni di Tonino il rustico sullo scibile ed inconoscibile si erano prese un periodo sabbatico per ricaricare le batterie e poter dare così fiato alle sue tipiche topiche. Cosa ha dunque fatto il rustico? Come una comare di qualche anno fa di uno sperduto paesino dell’Appennino, aspettava di ascoltare nel TG1, tutte le “pettelazzerie” cui è evidentemente abituato; la sua libido è stata violentata dalla mancanza di materia prima perché quel “fetente” di Minzolini, direttore del TG1, non ne ha fatto cenno. Apriti cielo! “Che c’azzecca”, direbbe la buona anima di tonino, “parlare di Iran, Afghanistan, del referendum, dei ballottaggi, del maltempo, quando la materia che interessa è altra: le rivelazioni della D’Addario sono LA NOTIZIA , sono la summa teologica dell’eccitazione gossipara”. Sembra quasi di sentire “al rogo, al rogo”, le invocazioni di pietà, le urla di scherno delle tricoteuses di Bari, l’odore di carne bruciata di Augusto Minzolini chiamato o “richiamato” a rapporto da Galimberti per giustificarsi delle accuse del rustico secondo il quale Minzolini "è un gossipparo", anzi "l’Emilio Fede del servizio pubblico" che "ha ridotto lo spazio dell’informazione politica in modo impressionante" oltre ad aver "oscurato l’Italia dei Valori": così ha detto il leader dell'Italia dei Valori durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati. Deduzione obbligatoria: il concetto della politica per il rustico si identifica con la sua personalità, quella di un paesano pettegolo di qualche anno fa pronto anche a piangere sulle “ingiustizie” presunte da lui subite quali quella sull’oscuramento dell’Italia dei Valori che vede la sua presenza al quarto posto assoluto nelle comparse al TG1 dopo Berlusconi, Franceschini e Napolitano, prima quindi di Schifani, di Fini, di Gianni Letta, di D’Alema e di circa altri mille personaggi decisamente più validi del nostro.E.B.
DEMAGOGIA SPICCIOLA
“Solo un grande partito può fermare questa destra”
Esordisce così l’ultimo spot cartaceo del PD: con ciò non si rendono conto che in realtà lo spot lo stanno facendo alla “destra” come sbrigativamente chiamano il PDL. Tanto per cominciare ammettono che il PDL è un grande partito: in secondo luogo ammettono che per battere il PDL occorrerebbe “un grande partito” che, evidentemente, non può essere il PD perché non è grande e, soprattutto, non è un partito. Poi cominciano le lamentazioni ed i piagnistei. “… la poca stampa libera…”: una delle più indecenti bugie che si continuano a dire agli italiani. Basta vedere i vari programmi di approfondimento alla Santoro, alla Annunziata, alla Floris, ecc: basta vedere la presenza di personaggi come Diliberto, Franceschini, Di Pietro ed affini e consangui…gni che imperversano su tutte le reti RAI e MEDIASET a testimonianza della loro “assenza” (politica non televisiva). E se poi volessimo andare sulla stampa cosiddetta cartacea le cose sono ancora peggiori nel senso che almeno l’80% di questa, “sotto il controllo” di Berlusconi, gli spara addosso di tutto. Non tutti sanno che la stampa cartacea non è soggetta alla nefasta “par condicio”: il solo “Corriere della Sera” (o anche “Repubblica”) stampano un numero di copie superiore a quelle di “Il Giornale”, Libero”, “Il Tempo” e …… “Qui Quotidiano” messi insieme. Ecco, giusto una cura dimagrante alla Pannella o, oggi, alla Bonino per questi voyeurs della politica in modo che scompaiano una volta per tutte (politicamente!). Alla napoletana maniera si può dire che la sinistra (in generale) “fotte e chiagne”.
Esordisce così l’ultimo spot cartaceo del PD: con ciò non si rendono conto che in realtà lo spot lo stanno facendo alla “destra” come sbrigativamente chiamano il PDL. Tanto per cominciare ammettono che il PDL è un grande partito: in secondo luogo ammettono che per battere il PDL occorrerebbe “un grande partito” che, evidentemente, non può essere il PD perché non è grande e, soprattutto, non è un partito. Poi cominciano le lamentazioni ed i piagnistei. “… la poca stampa libera…”: una delle più indecenti bugie che si continuano a dire agli italiani. Basta vedere i vari programmi di approfondimento alla Santoro, alla Annunziata, alla Floris, ecc: basta vedere la presenza di personaggi come Diliberto, Franceschini, Di Pietro ed affini e consangui…gni che imperversano su tutte le reti RAI e MEDIASET a testimonianza della loro “assenza” (politica non televisiva). E se poi volessimo andare sulla stampa cosiddetta cartacea le cose sono ancora peggiori nel senso che almeno l’80% di questa, “sotto il controllo” di Berlusconi, gli spara addosso di tutto. Non tutti sanno che la stampa cartacea non è soggetta alla nefasta “par condicio”: il solo “Corriere della Sera” (o anche “Repubblica”) stampano un numero di copie superiore a quelle di “Il Giornale”, Libero”, “Il Tempo” e …… “Qui Quotidiano” messi insieme. Ecco, giusto una cura dimagrante alla Pannella o, oggi, alla Bonino per questi voyeurs della politica in modo che scompaiano una volta per tutte (politicamente!). Alla napoletana maniera si può dire che la sinistra (in generale) “fotte e chiagne”.
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